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The Assassination
The Aviator
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Una lunga domenica di passioni
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di Jean Pierre Jeunet (2004)
Arrivo a Una lunga domenica un pò tardi, dato che è già nei parrocchiali -a Bologna. Il che è un pò un peccato e un pò una sorpresa, visto il precedente di Amelie. Dal cui stile originalissimo Jeunet riprende molte cose, senza per questo realizzare un remake non dichiarato. Anche Una lunga domenica è un film bello e originale, forte dei molti pregi e dei pochi difetti del suo autore.
Una critica che muovo a Jeunet, fino da Amelie, è quella di raffreddare il pathos con una sorta di ipertrofia segnica. Le infinite digressioni che agitano in modo sublime il tessuto narrativo, ad esempio, sono normalmente dette dalla voce narrante e subito dopo mostrate, facendo spesso ricorso a uno stile fittamente intertestuale. Se ne trae, a volte, un certo qual senso di ridondanza. E Una lunga domenica, come già Amelie, è segnato da una certa propensione alla dismisura, quasi sempre ma non sempre felice: molto letterario, nell'entità e nello stile della voce narrante, eppure anche molto cinematografico, nella sfrenata fantasia visiva di cui Jeunet è capace. Dovrebbe forse affidarsi un pò di più all'eloquenza delle sue splendide immagini: come era in Delicatessen, il suo primo film.
Ma è come cercare il pelo nell'uovo. Una lunga domenica è scritto, girato e interpretato magistralmente. Sa come umanizzare i suoi personaggi, anche quelli minori -straordinario il ruolo di Jodie Foster, poco più di un cameo-; sa come dirigere i sentimenti, senza cadere nella ruffianeria o nel ricatto. Sa comporre ciò che si dice un "affresco" corale mantenendo il fuoco vivo dell'attenzione su di un'unica storia d'amore. E' un testo fittissimo, traboccante di idee dal micro -le idiosincrasie, le gag spesso puramente visive- al macro -la situazione topica cui si fa sempre ritorno, quella sporca trincea dal nome bislacco. A Jeunet piace riflettere sulle leggi ignote che intrecciano i destini individuali: leggi spesso beffarde, ma accolte sempre con un certo elain vital. Gli piace anche sfruttare ed impastare i codici di genere, la love-story con il racconto storico, il mistery col noir -e il film è a tutti gli effetti un giallo-, senza la fissa del "pastiche" postmoderno a tutti i costi. Perchè la sua dedizione va anzitutto ai personaggi, per i quali ha decisamente la cotta facile.
(MMM)
(Cane che peta, la vita mi allieta)
(E perchè non yuppie trallallà!?)
